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Presenze, turni e buste paga: i 5 errori più comuni che fanno rischiare sanzioni alle PMI (e come evitarli)

Nella maggior parte delle piccole e medie imprese italiane la gestione del personale nasce così: un foglio Excel, qualche email, un messaggio WhatsApp quando serve cambiare un turno. Finché l’azienda è piccola, tutto sembra funzionare.

Il problema è che molti errori emergono solo quando è troppo tardi: un controllo, una contestazione, un dipendente che chiede chiarimenti.

Ecco i 5 errori più comuni che vediamo ogni giorno nelle PMI – e che possono trasformarsi in costi, perdite di tempo o sanzioni evitabili.

1) Fogli presenze compilati a posteriori (o “a memoria”)

È uno degli errori più diffusi: il foglio presenze viene sistemato a fine mese, spesso ricostruendo le ore “a spanne”.

Il rischio:

  • dati non coerenti con turni e contratti
  • difficoltà a dimostrare l’orario reale in caso di verifica
  • errori che si propagano fino alle buste paga

Soluzione pratica: le presenze devono essere tracciate giorno per giorno, anche senza timbrature complesse. L’importante è avere un sistema coerente e verificabile.

2) Turni comunicati in modo informale

“Domani fai il pomeriggio, te l’ho scritto su WhatsApp.”

Sembra innocuo, ma:

  • il messaggio si perde
  • non resta traccia ufficiale
  • il dipendente può contestare orari o straordinari

Senza uno storico dei turni, l’azienda è sempre in difesa.

Soluzione pratica: pianificazione turni centralizzata, con notifiche automatiche e storico consultabile.

3) Buste paga caricate ma senza presa visione tracciata

Molte aziende caricano le buste paga in PDF o le inviano via mail. Pochissime tracciano la presa visione, che è un passaggio tutt’altro che formale.

In caso di contestazione:

  • non puoi dimostrare che il dipendente abbia ricevuto il documento
  • non hai una prova temporale certa

Soluzione pratica: archiviazione digitale con conferma di presa visione, automatica e consultabile.

4) Documenti HR sparsi tra email, cartelle e chat

Contratti, certificazioni, attestati, visite mediche, corsi obbligatori. Spesso sono ovunque, tranne che in un unico posto.

Il risultato:

  • scadenze dimenticate
  • documenti introvabili
  • stress inutile quando servono “subito”

Soluzione pratica: un archivio HR unico, per dipendente, con alert sulle scadenze.

5) Accessi non controllati a consulenti ed esterni

Il consulente del lavoro deve vedere presenze e buste paga, ma non tutto il resto. Molte PMI risolvono condividendo cartelle o password.

È un rischio enorme, anche dal punto di vista della privacy.

Soluzione pratica: accessi per ruolo, in sola lettura, limitati alle sole informazioni necessarie.

Una domanda semplice (ma fondamentale)

Se domani arrivasse una richiesta di verifica o una contestazione, riusciresti a ricostruire tutto in modo ordinato e coerente?

Se la risposta è “dipende” o “con un po’ di fatica”, il problema non è il tuo team: è lo strumento.

Oggi esistono soluzioni HR pensate proprio per le PMI, semplici, modulari e senza burocrazia inutile. La differenza non è “digitalizzare tutto”, ma togliere di mezzo gli errori evitabili.

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